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Racconto Gotico di Simona Matarazzo

Racconto Gotico di Simona Matarazzo

Trama

Alice si trasferisce a Borgo, un piccolo paese incastonato tra le montagne. Accetta un lavoro come bibliotecaria presso il castello di un misterioso proprietario irlandese, James Forster.

Tra scaffali polverosi e antichi volumi, Alice scopre leggende e profezie.

Chi è davvero James Forster? Cosa nasconde? Alice potrebbe essere la chiave?

Un incredibile segreto respira tra le mura di quell’antico palazzo. Un segreto che cambierà per sempre il destino di Alice.

Recensione

Ho cominciato questo racconto quasi per caso, e mi sono ritrovata immersa in un’atmosfera che sembra fatta apposta per i giorni autunnali, quando il tempo si fa più corto e le ombre più lunghe. Racconto Gotico di Simona Matarazzo è un’opera breve ma densamente evocativa, capace di costruire un mondo chiuso e suggestivo con pochi, precisi tratti.

L’ambientazione è senza dubbio uno dei punti di forza. Borgo non è soltanto uno sfondo: è un personaggio a sé stante. Un paese chiuso, diffidente verso i forestieri, dove le case sembrano nascere dalla montagna stessa e il silenzio ha un peso quasi fisico. L’autrice riesce a rendere palpabile questa dimensione claustrofobica e atemporale, fatta di vicoli stretti, cortili interni e leggende che si mescolano alla vita quotidiana.

Il castello di James Forster, con i suoi scaffali polverosi e i suoi antichi volumi, amplifica questa sensazione di mistero e di passato che non vuole restare sepolto.

Alice è una protagonista convincente proprio perché non è un’eroina straordinaria. Arriva a Borgo con un divorzio alle spalle e il desiderio di ricominciare da zero, in un luogo qualunque. All’inizio appare ordinaria, quasi fragile. Solo gradualmente scopriamo che dietro quella apparente normalità si nasconde qualcosa di più complesso. È un personaggio che cresce con la storia, senza forzature, e questo la rende particolarmente credibile.

James Forster, invece, resta un’ombra fino alle ultime pagine. La sua ambiguità è costruita con cura: non è un personaggio che si svela a pezzi, ma che si manifesta tutto insieme, quando ormai il lettore ha accumulato abbastanza indizi da intuire (o da sorprendersi). Questa scelta narrativa rende la rivelazione finale più d’impatto, anche se, a tratti, si avrebbe voluto un po’ più di tensione lungo il percorso.

I temi del racconto — le leggende locali, il confine sottile tra umano e non-umano, i licantropi — sono intrecciati con delicatezza. Non c’è un’eccessiva spettacolarizzazione: l’orrore e il soprannaturale restano sospesi, più evocati che mostrati. Questo approccio funziona bene in un testo di sole cento pagine circa, ma lascia anche un po’ di rimpianto. Avrei apprezzato, in alcuni momenti, un ritmo più incalzante e una maggiore dose di azione, soprattutto nella parte centrale, dove la narrazione procede in modo più contemplativo.

Nonostante questo, Racconto Gotico resta una lettura piacevole e coinvolgente. È un racconto, non un romanzo: non cerca approfondimenti psicologici complessi né trame articolate, ma punta tutto sull’atmosfera, sul mistero e sul fascino di un mondo chiuso e leggendario. E in questo riesce.

Per chi cerca una storia breve, suggestiva e ambientata in un paesaggio gotico-montano, con una protagonista umana e un segreto che si svela lentamente, questo libro è una scelta più che consigliata. Tanto più che, a quanto pare, l’autrice ha già scritto altri racconti incentrati su Alice e James: un invito, forse, a continuare a esplorare questo universo.

Voto: 4/5

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